mercoledì 11 marzo 2026

 Vita quotidiana


Ho cenato e lasciato, a malincuore, qualcosa per il pranzo di domani. Lombata di suino con carote e pan grattato, tutto ben gratinato e croccante. E poi quattro fette di ciambella di San Felice con uno strato generoso di Nutella. Ho un vaso da 750 grammi, regalo di un'amica che a volte ci scambiano per sorelle, ma ci sono oltre dieci anni di differenza. Lei dice che sono il suo mentore. Ma lei è il mio. Solo che sta attraversando una crisi dovuta a due mali che sta superando fisicamente, ma mentalmente è ancora lì. Ferma al rischio di morte. Così. Vuole vivere bene gli ultimi anni di vita. Nonostante sia guarita, lei si è data cinque anni ancora. E non vuole sprecarli.

Mi domando. Io sto sprecando i miei? Tutto è concentrato sul lavoro, che mi assorbe parte della vita. Quella più sostanziosa. Poi gioco a Mamanet. Perchè mi devo distrarre e, a parte il rischio di rompermi qualcosa, ci riesco. Poi yoga, il mercato del sabato mattina, la colazione con le amiche, l'uncinetto, i libri (pochi, mio malgrado) e quella voglia sanissima di non sprecare tempo, ma non sempre mi riesce.

Cos'è che è così importante? La mia serenità, è scontato. E ho scoperto che è dentro di me. Quando non ho aspettative. Quelle, mi fregano.

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