venerdì 22 maggio 2026

Sempre e per sempre

 Esco prima dal lavoro, su ordine del socio di facciata. Manco mi domando perché. Pure lunedì ho ferie perché mi devo riposare. Ufficialmente per un day hospital, perchè il socio di facciata è un intonaco friabile. Ma ben mi sta. Magari al mare. Da domenica sera chiedo a mia sorella se posso andare a casa sua e svegliarmi lì la mattina. Che bello non fregarsene nulla se non della propria sanità mentale.

Così, esco prima dal lavoro, al supermercato solo per qualcosa da mettere in frigo, desolatamente vuoto. Ho due compleanni questo fine settimana. Non mangerò a casa.

Così, a casa prima del previsto. Trovo anche parcheggio, mi sono detta. Anche se poi devo uscire di nuovo per la camminata metabolica. Ma il brivido del parcheggio comodo lo provo poche volte. 

Nella piazzetta mi devo fermare. Un auto parcheggiata alla modalità: tanto non passa nessuno. E poi passo io. Vedo una persona che mi sembra estranea alle comari riunite in circolo. Aspetto pochi secondi, nell'attesa della manovra dell'altra auto. La metto a fuoco. La mia migliore amica. Quella del "sempre e per sempre". E tutte le migliori amiche diventano, prima o poi, delle perfette sconosciute. Le ho detto che non avevo il piacere di vederla, due estati fa, quando me lo ha chiesto. A scoppio ritardato di altri tre, Nulla da dire, nulla da ascoltare. 

Ho provato fastidio, con le comari in circolo, sicuramente a domandarsi: ma queste due che erano una sola anima? Così, passo, e mostro una delle mie parti migliori. Il saper comportarsi in pubblico. Bentornata, le dico, nemmeno il tempo di una risposta e già sono altrove.

martedì 19 maggio 2026

Salama!

Non so come iniziare. Perché ultimamente sono molto pigra a livello mentale. O, almeno, faccio tante cose che devo fare e ne faccio altre e non so se mi piacciono davvero ma qualcosa devo fare. Così, tra lezioni di yoga e camminata metabolica, per quel che posso: viaggio. Del viaggio mi piace il viaggio stesso. E poi i luoghi, le diverse architetture, odori sapori profumi. I sorrisi delle persone! Perché, naturalmente, sto lontana da chi non sorride. Perché si può sorridere anche se vuoi piangere, ma se sorridi è un modo migliore per affrontare la vita.

Rido poco, rido quando sono nervosa e devo trovare l'angolazione buffa della situazione.

Non ho mai farfalle nello stomaco.

Praticamente vivo come va.

Così, quest'anno sono 24 anni che ci conosciamo. Dai tempi di mIrc. Forse canale Azzurra. Chissà se esiste ancora. Erano i mondiali dell'arbitro Moreno. Tante fatiche sue, per raggiungermi. 700 km o qualcosa del genere. C'era, un anno fa, quando mi sono sentita destabilizzata, C'è stato tanto. Poi è sparito. Ma io non lo cerco MAI. Compare lui. Come ogni volta in questi 24 anni. 

Sei libera un fine settimana? Riccione? Non faccio in tempo a dirlo che già l'albergo è prenotato. Non abbiamo poi molto da dirci. A parte il sesso. Mi rincuora già. Salama! Perché io non mi piaccio da sempre. E lui mi conferma il contrario. 48 ore di letto, di mare, di cibo, di vino e di sesso. 

Praticamente vivo come va.

lunedì 11 maggio 2026

Uscirei con una persona come me?

Sarebbe una cosa inusuale, vicino alla perfezione, frequentare una persona come me.
 
Tanti interessi, nessuna passione a rischio di morire senza. 
Molta attenzione nelle parole. 
Nutrirsi di dubbi. 
Sapersi prendere in giro. 
Usare l'autoironia come ancora di salvezza. 
Sapersi mettere nei panni degli altri, ma non sempre, perché certi panni sono proprio sporchi. 

Tipo ieri, questo aperitivo improvvisato soltanto perché avevo voglia di stare all'aria aperta, di stare in mezzo alla gente piuttosto che restare a casa e rischiare di non togliermi il pigiama da mattina a sera.
Mi sono pentita quando si parlava di non so chi, perché questa persona deve per forza giudicare gli altri visto che la sua vita è perfetta, di quanto sia facile essere sinistroide con i soldi di papà.
Pecco di presunzione, ma chi se ne frega, ma è vero che l'elettore medio di destra manca di alfabetizzazione? 
Così, senza occhiali scuri a ripararmi gli occhi e con un sorriso accennato, puntualizzo: di sinistra. Di sinistra come me, non sinistroide.
E subito dopo a commentare il tavolo a fianco con quattro bei ragazzi di colore a mangiare gelato. Sono quelli a 35 euro al giorno il telefonino ultimo modello e di sicuro che di notte spaccino. Che ti viene naturale difenderli,  magari sono degli studenti, magari sono tutto tranne che spacciatori.

Io la prossima volta ma ne resto a casa in pigiama tutto il giorno.

giovedì 7 maggio 2026

Entroterra

Sono arrivata per prima e, dopo aver parcheggiato sulle strisce bianche, mi sono diretta verso la zona dove sapevo che avrebbe parcheggiato lui. È apparso tutto sorridente e abbronzato: è stato a sciare fino a pochi giorni fa, dato che le montagne sono ancora innevate come a gennaio.

Non abbiamo mai smesso di parlare! Abbiamo spaziato tra mille argomenti:

  • Sua madre, che si è ritrasferita a Roma;

  • Suo zio radiologo, che ogni tanto mi telefona ed è sempre un piacere sentire;

  • Le nostre vacanze: la sua in Norvegia e la mia in Piemonte.

Siamo passati poi a parlare della mia sostituta. È insopportabile: la precisione è la sua unica qualità, ma per il resto è pessima. Pensa che si mette persino a fare confronti salariali con la collega anziana! La conversazione si è fatta decisamente goliardica quando lui ha suggerito che dovrei consigliarle di frequentare qualche uomo per "addolcirsi" un po', al che io ho ribattuto: "Guarda che pure io sono casta e pura, ma di certo non sono acida!"

Ci siamo spostati a cena e, passeggiando, ne ho approfittato per chiedergli alcune informazioni per la contabilità del tour operator. La cena è stata sublime: piatti squisiti in un ambiente giovane e accogliente. Per due ore e mezza abbiamo riso e chiacchierato senza sosta, complici anche le sue imitazioni di Stefano Fresi. Non ridevo così di gusto, a crepapelle, da tantissimo tempo.

È uscito fuori il discorso del mio pigiama di pile (indispensabile, visto quanto è fredda casa mia!). Lui ha punzecchiato dicendo che il pile è "la morte di ogni istinto", e io gli ho raccontato del giovane collega che ha un debole per me, ribadendo quanto io sia invece felice di aver raggiunto la pace dei sensi.

Ho parlato del lavoro con leggerezza, quasi ironizzando sul fatto che mi si stia "atrofizzando" il cervello. Mi tocca appoggiarmi al Desktop Telematico dell'Agenzia delle Entrate per ogni minima dichiarazione o per trasmettere una semplice fattura. Ho scherzato sul socio "di facciata", che tormento sempre dicendogli che finirà in galera, e sugli altri due che fanno a gara a chi ruba di più. Ho ammesso che il mio stipendio è garantito solo perché lo pretendo, ma vedo vita breve per quell'azienda. Tutto è stato affrontato con estrema allegria. Gli ho raccontato di essere stata contattata da un’azienda sulla costa, ma i chilometri sono troppi, specie in estate. Lui ha subito rilanciato: "Allora tanto vale che vieni a L'Aquila!". Quando poi gli ho confessato che porto il bite perché digrigno i denti, ha commentato: "Certo che questo nuovo lavoro ti sta distruggendo!".

Infine, mi sono un po' "fatta bella" ricordando come io abbia sempre gestito, seppur con fatica, quel terrore dell'ingegnere. E lui mi ha spiazzata dicendo: "Mi ha chiesto di richiamarti!".

lunedì 4 maggio 2026

Le Langhe


La mia vacanza è stata deliziosa. Ho visitato posti magnifici: la zona delle Langhe è uno spettacolo per gli occhi, una distesa infinita di vigne a perdita d’occhio. Tutte orizzontali, inusuale per me. 

Fuori dall'outlet della Venchi, ho conosciuto una signora che ho trovato subito splendida. Sulla settantina, un sorriso contagioso, gli occhi brillanti. Ci siamo fermate a fumare una sigaretta insieme, un rito che unisce sempre, e abbiamo iniziato a chiacchierare con una sintonia naturale. Anche a cena, sebbene sedute a tavoli distanti, mi cercava sempre per fare due chiacchiere a fine pasto. Mi ha raccontato molto di sé e io l'ho ascoltata con immenso interesse; abbiamo scoperto di essere nate nello stesso giorno. È stata la prima persona che ho incontrato con il mio stesso compleanno: solare proprio come me!

Tre cose importanti, il testamento di suo marito, morto prematuramente. 

Non rinunciare ai viaggi.

Non soffermarti troppo sul lutto.

Sii felice. 

La visita in cantina con il tour tra le vigne è stata incantevole. Alla Venchi, poi, ci hanno accolto con un omaggio delizioso: una scatola di latta a forma di libro con dei cioccolatini. Quando ci hanno detto che potevamo assaggiare tutto ciò che era sfuso, non ho saputo trattenermi: "Non dircelo, o finisce che ti mangio tutto!".

Così. E' sempre più forte dentro di me il pensiero che "non puoi cambiare le persone, ma puoi cambiare le persone".


martedì 28 aprile 2026

Pizza Birra e Chiacchiere

Così. Ho deciso. Nessuna confidenza circa il mio perenne mal di stomaco. Un'amica propone di andare a camminare ma piove? Un giro in centro sottobraccio con l'ombrello? Perché non posso tornare a casa ogni sera a subire gli strascichi del lavoro. Una pizza al taglio, una birra, il racconto della sua milonga del sabato sera, il mio incontro con l'amica, ormai ex, che non ha saputo affrontare un saluto dopo oltre anno da quando ho deciso di non passarci sopra per l'ennesima volta. Il mio prossimo fine settimana nelle Langhe. A bere vino, tra le atre cose belle da fare.

Le relazioni si affrontano meglio se non racconto le mie ombre.

Sempre e per sempre

 Esco prima dal lavoro, su ordine del socio di facciata. Manco mi domando perché. Pure lunedì ho ferie perché mi devo riposare. Ufficialment...