sabato 25 aprile 2026

25 Aprile


Un po' un paradosso oggi, perché il 25 Aprile è festa della liberazione dai nazifascisti. E c'è chi è scappato. Una delle persone importanti degli ultimi 10 anni, ma si sa, me lo diceva anche Daniele che le mie "storie" finiscono, di qualsiasi genere. Un anno e oltre dopo avermi fatto l'ennesimo sgarbo, senza fare niente per ricucire se non un: le passerà. Detto ad ogni persona incontrata sulla strada, tranne che alla sottoscritta. L'ho vista di spalle, prima che iniziasse un evento del 25 aprile. Che palle, mi sono detta. Devo salutarla a distanza di un anno e qualche mese perché voglio avvicinarmi per sentire e vedere meglio. E poi io non scappo. Vabbè, un ciaocomestai tutto attaccato. Nel mentre, lei si gira, mi vede e subito torna a mostrarmi le spalle. E se ne va.
Ci sono rimasta male? Boh, non lo so. Qualche volta ci penso, non lo posso negare, ma io ho una memoria di elefante, mi ricordo pure il mio amore delle scuole medie, e mi chiedo ma chissà se le manco un poco, se rimpiange di non aver provato a ricucire a chiedermi scusa piuttosto che parlare con le mie amiche sul fatto avvenuto cercando una comprensione da parte loro che non ha mai avuto? 
Poi lo so, perché le sono stata vicino per tanti anni e quando per lei una persona da migliore amica passa a nemica non fa altro che parlare male di queste persone e chi sono io per non meritare lo stesso trattamento? Non di certo con le mie amiche ma di sicuro con le sue lo farà e non me ne importa nulla. È andata via perché aveva un senso di colpa? Era imbarazzata? O semplicemente indifferente? Boh. Io ho soltanto la conferma che l'anno scorso a marzo ho fatto bene a pretendere il rispetto.

Due cose belle. 
Con la mia maglietta del 25 Aprile sono stata fotografata durante questa commemorazione e quando mi sono accorta che il fotografo ufficiale stava cercando di vedere bene la mia maglietta mi sono messa bella in posa. 
Poi alla fiera quando ci siamo sedute per mangiare, con un bel bicchiere di birra, mi si è avvicinato un signore che non conoscevo e quindi pensavo che mi avesse scambiato per qualche altra persona e invece mi si è avvicinato per dirmi: complimenti per la maglietta!!! L'ho ringraziato e lui ha mostrato il pugno un po' basso, non in alto, ma ha mostrato il pugno e sono stata contentissima!

È stato bello andare insieme alla fiera dell'agricoltura in una giornata calda e assolata. Ho l'abbronzatura di un giorno di mare! Solo che una delle due amiche è tipo che spara sentenze ancora prima che tu apra bocca. Ecco perché non le ho mai raccontato dei miei disagi lavorativi ma solo qualche evento rendendolo anche simpatico. Stavo considerando con l'altra amica, visto che entrambe abbiamo una difficile gestione dell'ansia e io stavo spiegando il peso che ho sull'intestino e sullo stomaco anche quando apparentemente sono calma e rilassata. Così è intervenuta la prima a gamba tesa già sapendo quale sia la mia malattia. Secondo lei ancora non riesco a staccare il cordone ombelicale con il mio vecchio lavoro e con Michel. Basta, mi fa. Ora hai questo lavoro e non dire sempre che l'altro era migliore. Così mi è apparso chiaro che fosse il momento giusto per dire: mi sa che devo cercarmi un altro lavoro visto che l'azienda è prossima a fallire. Che un po' l'ha destabilizzato ma imperterrita ha detto qualcosa tipo: e che vuoi fare? Piangere? Ti cerchi un altro lavoro. 

Così, è sempre più evidente che la mia "resistenza" è anche il silenzio. Scegliere di non parlare, non per nascondermi, ma per proteggermi. Io rimango quella con le gambe lunghe, un bel sorriso e tante battute.

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