mercoledì 11 marzo 2026

SE NON SAI DOVE STAI ANDANDO, QUALSIASI STRADA TI PORTERA' LI'


Ho cambiato lavoro, di nuovo. Dopo quasi cinque anni. Per anni, animale stanziale, perchè pensavo di non "meritare" di più. Sinceramente, il nuovo lavoro non mi piace. Ma ha tanti risvolti positivi. Vicino casa, stipendio più alto. Lavoro molto meno. E questo fatto mi atrofizza il cervello, l'ambiente non mi dà stimoli. Potrei andare in pigiama.


Perchè ho lasciato il vecchio? Il miglior lavoro che io abbia mai svolto. Con un capo "illuminato" che se non fosse che c'è bisogno di soldi per campare lo avrei fatto anche gratis. Molti stimoli, molti cetrioli sulla scrivania, una giocoliera tra le mille cose da fare. Le persone! Tante belle, tante brutte, ma ogni giorno era una crescita. Un senso alla vita.


Ecco, il senso non dovrebbe essere il lavoro, il senso dovrei essere io. Il capo che poco per volta mi ha caricato di ulteriori lavori, tanto sono brava, tanto so gestire lo stress. Lo stipendio in ritardo. Supplicato, minacciato. Del tipo: ho 50 euro sul conto, preferisco comprare le sigarette piuttosto che fare benzina per venire al lavoro. E poi, la ciliegina. Il pendolarismo sempre più pesante. Tre ore al giorno perse, con la probabile ipotesi che possano diventare 4/5 non appena ci saranno i lavori sull'autostrada che per forza di cose sarà chiusa, con un percorso montano come alternativa. Ho preso al volo l'occasione. L'alibi: il viaggio. La verità: troppo lavoro, pochi soldi e zero vita personale.


Sono passati due mesi. Ancora non so gestire il tempo libero. E' come se fino a novembre avessi una ragione di vita e adesso devo fare i conti con me stessa e con delle ore che non so riempire.


Ma aspetto che sia primavera. Dove tutto si risveglia, dopo il buio dell'inverno.

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