lunedì 15 giugno 2026

Quella strana bolla di sapone

Conosco un uomo nella chat di mIRC, nel lontanissimo 2002. All'inizio sono solo giochi proibiti tra sconosciuti, che a dire il vero mi piacciono pure un sacco. Poi, puff, sparisco nel nulla. Eppure lui mi ritrova — chissà come, chissà dove — a distanza di anni. Lui è sempre lo stesso identico uomo, solo che adesso ha una moglie e persino dei bambini. Oppure, li aveva già, ma non gli ho mai dato importanza. O, almeno, non la stessa importanza che lui ha dato a me. Io, invece, mi trovo nel mezzo di un ponte, sospesa tra una relazione importante e un'altra ancora più grande.

​Mi cerca di nuovo quando la mia storia finisce e così, dopo ben quattordici anni di messaggi nel vento, ci vediamo dal vivo per la prima volta. Nulla di magico, ma nemmeno un disastro. Semplice, come un tè preso insieme. A letto.

​Ci separano 700 chilometri. La seconda volta che passa dalla mia città, allungando un po' la strada, decido di aprirgli la porta di casa e ospitarlo. Qualche anno dopo, compie la follia: si fa 700 chilometri all'andata e 700 al ritorno solo per passare una notte insieme a me e raccontarmi, con gli occhi un po' tristi, la crisi del suo matrimonio. Anche io, una volta sola, trovandomi di passaggio nella sua città, mi sono fatta viva. Abbiamo rubato al tempo appena due ore, e ce le siamo tenute strette.

​L'anno scorso, quando ho cambiato lavoro e il mondo mi sembrava troppo pesante, lui c'è stato. Mi ha aiutata, è stato presente come un'ombra buona. Nel frattempo ha anche divorziato — o meglio, lo ha fatto la sua ex moglie, perché lui sarebbe rimasto volentieri a galleggiare in quella palude per sempre. E ha avuto persino altre due storie importanti; una di queste gli ha fatto persino volare le farfalle nello stomaco. Ho scelto io, di proposito, di farmi raccontare tutto: pensavo avesse solo bisogno di confidarsi con qualcuno di sicuro. Per me, lui non esiste nella realtà. Esiste solo in quella bolla di sapone che ci siamo costruiti.


​Passano ancora gli anni, i calendari girano le pagine da soli, e lui mi propone un fine settimana insieme.

​Riccione. Giorni pigri tra la camera da letto e il rumore del mare. Per me è stato bello, rilassante: una piccola vacanza profumata di sale, per scappare dal quotidiano.

​E adesso sono qui che guardo il soffitto e mi domando... perché?

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