MALATTIE DOLORI e EGOISMI
Non è facile stare vicino ad una persona malata che, guarita, non riesce a superare il lungo periodo di terrore di morire. Le sono stata vicino da subito, quando era difficile ed inutile trovare una qualsiasi parola di conforto. Nei mesi successivi, in convalescenza, mi ha ringraziato per la mia leggerezza, nell’esserci. Tante persone che si erano allontanate e io, presente, a raccontare le mie storie strampalate! Bello quell’anno, frequentavo un uomo, nel giro di pochi giorni dalla conoscenza, ad organizzare una mini vacanza a Nizza. Che bello passare del tempo con lui. Non mi sono mai annoiata, apprezzavo le sue premure, che fosse solo un braccio sulle mie spalle. Solo che, era in quell’età che sapeva bene cosa non voleva, ma non sapeva quello che voleva,. Di certo: non io. Il giovedì l’ultima uscita, il venerdì il tipo che avevo incontrato dopo anni al pranzo di pasqua di pochi giorni prima, “per caso” era alla fermata dell’autobus. Io avevo un sassolino in tasca da togliermi. Il bambino dai capelli rossi che, da adulto, non si ricordava di me! Ma come? Il mio primo amore e non ero mai esistita per lui. Solo che stavolta ero io a sapere cosa non volere. Ma un mese di frequentazione per togliermi lo sfizio di fargli ricordare di me?
E in tutto questo lasso di tempo, tra un pianto, un abbraccio e tante ore passate assieme, il racconto di queste due storie strampalate. Perchè, nel dolore, è necessario portare della leggerezza che scacci i pensieri.
Ma ancora oggi, e sono passati tre anni, si sente a credito. Non sento che lo faccia apposta, ma è così concentrata su se stessa che gli altri non esistono più. Se non nella loro funzionalità di essere utili. Ma non esistono desideri, dolori e problemi altrui.
Che fare? Oltre a sentirsi tutto ad un tratto una persona solo se necessaria ai bisogni altrui? Accondiscendere, per finta. Del tipo: va bene cara, come vuoi tu. Senza polemiche. Perchè deve essere facile, non una supplica, il rispetto altrui.
Così, ho imparato che, come diceva Hemingway: “Ora non è tempo per pensare a ciò che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che c’è.” E io ho me. Una giornata al mare, un giro lunghissimo in bici e poi a prendere il sole sul terrazzino della casa non mia ma di cui ho le chiavi. Il sole mi è indispensabile, per la vitamina D carente, ma anche per sapere che, in fondo, io ci sono per me.
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