RELAZIONI
Perché non sono capace di avere pienezza e dignità di provare un sentimento di dispiacere e delusione senza temere la fine del mondo? Una cara amica. Non è un’amicizia perfetta. Non lo è mai. Ci sono limiti che accetto. Come lei passerà sopra ai miei.
Però
Una domenica mattina, appena sveglia, sempre troppo presto ma non mi dispiace non perdermi neppure un’ora di luce, anche se non ho nessun programma. Soprattutto, sono nella fase di elaborazione di altre delusioni e allontanamenti. Arriva un messaggio alle 7.11: il pranzo è in corso d’opera, ma con tizio e caio e sempronio andiamo alla fiera. Vieni anche tu? Ohhhhhhhhhhhhhh, la mia salvatrice di una domenica di riflessioni sterili e gioco del silenzio. Appuntamento con un quarto d’ora di scarto. Solo che, dopo un ritardo di quaranta minuti che si trasformano in cento e uno scambio di messaggi, me ne torno a casa. Un imprevisto che non era tale. Una consapevole scelta di fare altro. Senza avvertirmi. Ci sono rimasta male non nella scelta di fare altro. Ma nel menefreghismo di mettermi a conoscenza. Non valgo niente. Il mio tempo vale zero. Un infantile alibi: non è stata colpa mia.
A distanza di una settimana: “Ti aspettiamo a cena x una gustosa pizza💪😘” Grazie, ma no.
Sono veramente dispiaciuta di tutto. “Magari ti spiegavo cosa era successo!!!” (A distanza di una settimana così magari mi è passata? Manco se stavi al pronto soccorso ti avrei compreso.) È successo quello che è successo, ti sei dimenticata di avvertirmi che avevi scelto di fare altro. Tutto qui.
E qui l’età adulta e consapevole. La replica? L’emoticon del pollicione in su.
Allora, o sono troppo sofistica oppure veramente le mie amicizie sono deludenti.
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