mercoledì 11 marzo 2026

 

RELAZIONI NON PERICOLOSE

Due calici, una bottiglia di vino. Di quelle che hanno il tappo di vetro, che puoi conservare e riutilizzare. A volte accade anche nelle relazioni. Non ci si prende, non ci si lascia, ma ogni tanto (per un caso fortuito, o forse perchè entrambi giriamo la città il sabato mattina che prima o poi, una o due volte l'anno ci si incontra), il bicchiere di vino è il pretesto di passare del tempo assieme.

Forse è una delle poche persone con cui ho passato delle giornate intere senza mai avvertire la noia, il fastidio della presenza prolungata. Una delle poche persone che essere me stessa è naturale. Una delle poche persone con cui ridere è spontaneo.

Ma. Non ci si prende. E alla fine ci si lascia, senza che ci sia stato mai un "noi". Io non lo volevo. Lui non mi voleva. Ma era bello passare del tempo assieme.

E' sabato mattina. Il primo di febbraio. Stranamente non c'è il sole, ma non dovrebbe piovere. Ho il caffè con le amiche. Anche se io bevo il cappuccino bollente, Mari un doppio deca in tazza grande, Pier un espresso e la Gab un ginseng. E girerò la città, incrociando le persone, gli sguardi. Perchè non ho nulla da fare e un'altra volta il non ci si prende e non ci si lascia lo rifarei.

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