giovedì 7 maggio 2026

Entroterra

Sono arrivata per prima e, dopo aver parcheggiato sulle strisce bianche, mi sono diretta verso la zona dove sapevo che avrebbe parcheggiato lui. È apparso tutto sorridente e abbronzato: è stato a sciare fino a pochi giorni fa, dato che le montagne sono ancora innevate come a gennaio.

Non abbiamo mai smesso di parlare! Abbiamo spaziato tra mille argomenti:

  • Sua madre, che si è ritrasferita a Roma;

  • Suo zio radiologo, che ogni tanto mi telefona ed è sempre un piacere sentire;

  • Le nostre vacanze: la sua in Norvegia e la mia in Piemonte.

Siamo passati poi a parlare della mia sostituta. È insopportabile: la precisione è la sua unica qualità, ma per il resto è pessima. Pensa che si mette persino a fare confronti salariali con la collega anziana! La conversazione si è fatta decisamente goliardica quando lui ha suggerito che dovrei consigliarle di frequentare qualche uomo per "addolcirsi" un po', al che io ho ribattuto: "Guarda che pure io sono casta e pura, ma di certo non sono acida!"

Ci siamo spostati a cena e, passeggiando, ne ho approfittato per chiedergli alcune informazioni per la contabilità del tour operator. La cena è stata sublime: piatti squisiti in un ambiente giovane e accogliente. Per due ore e mezza abbiamo riso e chiacchierato senza sosta, complici anche le sue imitazioni di Stefano Fresi. Non ridevo così di gusto, a crepapelle, da tantissimo tempo.

È uscito fuori il discorso del mio pigiama di pile (indispensabile, visto quanto è fredda casa mia!). Lui ha punzecchiato dicendo che il pile è "la morte di ogni istinto", e io gli ho raccontato del giovane collega che ha un debole per me, ribadendo quanto io sia invece felice di aver raggiunto la pace dei sensi.

Ho parlato del lavoro con leggerezza, quasi ironizzando sul fatto che mi si stia "atrofizzando" il cervello. Mi tocca appoggiarmi al Desktop Telematico dell'Agenzia delle Entrate per ogni minima dichiarazione o per trasmettere una semplice fattura. Ho scherzato sul socio "di facciata", che tormento sempre dicendogli che finirà in galera, e sugli altri due che fanno a gara a chi ruba di più. Ho ammesso che il mio stipendio è garantito solo perché lo pretendo, ma vedo vita breve per quell'azienda. Tutto è stato affrontato con estrema allegria. Gli ho raccontato di essere stata contattata da un’azienda sulla costa, ma i chilometri sono troppi, specie in estate. Lui ha subito rilanciato: "Allora tanto vale che vieni a L'Aquila!". Quando poi gli ho confessato che porto il bite perché digrigno i denti, ha commentato: "Certo che questo nuovo lavoro ti sta distruggendo!".

Infine, mi sono un po' "fatta bella" ricordando come io abbia sempre gestito, seppur con fatica, quel terrore dell'ingegnere. E lui mi ha spiazzata dicendo: "Mi ha chiesto di richiamarti!".

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